Eccellenze sportive del Da Vinci: intervista a Sara Di Natale
Oggi abbiamo il piacere di intervistare una nostra collega redattrice, nonché un’esperta giocatrice di pallavolo e arbitro: Sara Di Natale, classe V L.
Sara ci parlerà della sua esperienza da pallavolista e dei giochi studenteschi che si sono svolti nella nostra scuola.
G.M Quale ruolo ricopri nella squadra di pallavolo?
S.N.D. Sono attaccante, un’atleta specializzata e, oltre ad essere giocatrice, sono anche arbitro.
S.V. Come sei diventata arbitro di pallavolo?
Sono diventata arbitro attraverso un corso di PCTO organizzato dal liceo Da Vinci. Avendo già una conoscenza approfondita del regolamento, grazie alla mia esperienza come giocatrice di pallavolo, ho superato l'esame con successo.
G.M. Quali sono stati i passaggi necessari per ottenere la qualifica?
S.D.N.: Ho frequentato un corso di formazione con esame finale scritto e orale. Tuttavia, per ufficializzare il mio ruolo era necessario dirigere cinque partite di prova sotto la supervisione di un tutor. Solo dopo aver completato questa fase ho potuto iniziare ad arbitrare in autonomia.
S.V. Cosa ti ha spinto a intraprendere questa esperienza?
S.D.N. La decisione di diventare arbitro è, direi, arrivata quasi casualmente. Inizialmente pensavo che, praticando pallavolo, l’arbitraggio sarebbe stato semplice. Tuttavia, ho presto compreso che arbitrare è molto diverso dal giocare: richiede una prospettiva completamente differente, una grande attenzione al gioco e, soprattutto, imparzialità.
G.M. Quali difficoltà hai incontrato nel ruolo di arbitro?
S.D.N. Uno degli aspetti più complessi è saper gestire la pressione: ogni decisione deve essere presa con lucidità e rapidità; bisogna essere consapevoli che un errore può generare critiche da parte di giocatori, allenatori e pubblico. Inoltre, è fondamentale mantenere il controllo e la sicurezza in ogni situazione, anche di fronte a contestazioni o a momenti di tensione in campo.
S.V. Sara, sappiamo che hai partecipato ai giochi studenteschi. Potresti spiegarci quali discipline sportive sono coinvolte e la modalità di svolgimento?
S.D.N. Questi giochi interessano la pallavolo e, solitamente, consistono in un triangolare.
Tuttavia nei giochi di quest’anno sia per la squadra maschile che per la femminile, oltre a quella del nostro liceo, ha partecipato solo un’altra squadra per categoria (le altre squadre candidate non hanno preso parte al torneo causa maltempo). La partita prevede tre set e la vittoria si consegue con due su tre. I primi 2 set sono a 25, l’eventuale terzo set a 15.
S.V.: L' aspetto più interessante di quest’esperienza?
S.D. N. Quest’anno, per la prima volta non ho rivestito il ruolo di giocatrice, bensì di arbitro. Sono due esperienze completamente diverse; da giocatrice domina l'adrenalina, protagonista è il gioco di squadra, bisogna essere collaborativi e generosi. Arbitrare, come già detto, comporta la tensione per un eventuale errore nell’attribuzione del punteggio alle squadre; necessita di un altro tipo di attenzione. Sei da sola, non c'è più il gruppo e, personalmente, ho avvertito il peso di una grande responsabilità.
Per quanto riguarda la partita, la squadra maschile ha vinto 2-0 contro Rosolini (siamo in attesa di conoscere il luogo e la squadra avversaria della prossima incontro, ma siamo già alle fasi finali e penso che sarò sempre io ad arbitrare). La squadra femminile, invece, ha perso 2-1, una partita molto combattuta, soprattutto nei primi 2 set. In assenza di un'altra squadra, non sappiamo ancora se ci sarà un’altra semifinale. Questi campionati, oltre all’opportunità di mettersi in gioco, offrono anche l’occasione di socializzare e conoscere nuove persone, in quanto la squadra è formata da studenti della nostra scuola ma di classe diverse.
G.M. Pensi che i giochi studenteschi siano valorizzati dalla scuola?
S.D.N. A mio parere, non credo; bisognerebbe dedicare alle attività sportive la stessa attenzione riservata ai corsi extracurricolari. Dovrebbe esserci un corso di pallavolo, per consentire una preparazione adeguata per affrontare le squadre avversarie dei vari istituti della provincia. Dal confronto con gli altri studenti, che hanno preso parte ai giochi studenteschi, ho compreso che spesso siamo noi e le nostre competenze a determinare il risultato. È una preparazione da autodidatta e, pertanto, comporta numerose incertezze alle quali si potrebbe ovviare organizzando un allenamento settimanale prima della competizione. Ad esempio, quest'anno abbiamo avuto poco tempo per prepararci a sostenere il torneo e la preparazione si è ridotta a un solo allenamento.
Il nostro liceo è uno dei pochi a offrire all'utenza l'indirizzo scientifico-sportivo; personalmente ritengo che bisognerebbe valorizzarlo e diversificare l'offerta dell’ attività dedicata allo sport. Attualmente pratichiamo solo pallavolo, a cui dedichiamo due ore di pratica mentre le restanti tre sono teoriche.
S.V. Se tu potessi cambiare qualcosa riguardo l’organizzazione di questi giochi studenteschi, cosa miglioreresti per renderli più efficaci?
S.D.N. Come già detto prima, sicuramente intensificherei gli allenamenti; molti vedono questi giochi come un’occasione per “saltare” scuola, invece dovrebbe essere avvertita come occasione di condivisione, come un momento per mettersi in gioco e, pertanto, spronare a dare il massimo per la propria squadra. Alla superficialità di alcuni studenti, si aggiunge l’ostruzionismo di alcuni docenti i quali ritengono che gli allenamenti non dovrebbero svolgersi durante l'orario dell'attività didattica, dimenticando che lo sport è attività didattica.
G.M. Sei a conoscenza di altri giochi studenteschi che si svolgono nella nostra scuola?
S.D.N. Oltre a quelli di pallavolo, si sono svolti anche i giochi di atletica che comprendono la corsa (tutte le specialità), salto in alto e in lungo e lancio del peso. Lo scorso anno ho avuto l’occasione di partecipare come lanciatrice del peso e ricordo, con soddisfazione, che la nostra scuola ha ricevuto numerosi riconoscimenti, sul podio, nelle diverse competizioni. Quest’anno le gare di atletica si svolgeranno nel mese di aprile e di maggio. Per quanto riguarda, invece, corsa campestre, i senior non sono arrivati sul podio, ma gli juniores hanno ottenuto i primi tre posti della classifica.
S.V. Quali sono i tuoi progetti futuri?
S.D.N. Il mio obiettivo è continuare a crescere sia come arbitro che come giocatrice di pallavolo, accumulando maggiore esperienza e, magari, raggiungendo livelli più alti nel ruolo arbitrale.
Parallelamente, desidero portare avanti i miei studi e le mie passioni, cercando sempre nuove opportunità per migliorarmi. Il mio sogno più grande, però, è diventare medico. La medicina è una vocazione che sento profondamente. Per questo motivo sto studiando con impegno per raggiungere l'obiettivo prefissato. So che sarà un percorso lungo e impegnativo, ma sono determinata a dare il massimo per realizzarlo.
G.M. Avresti un consiglio per i nostri giovani lettori riguardo il raggiungimento dei loro traguardi e la realizzazione dei propri sogni?
Il consiglio che posso dare è di credere in se stessi e di non avere paura di mettersi in gioco. Spesso pensiamo di non essere all’altezza di qualcosa solo perché ci sembra difficile o diverso da ciò a cui siamo abituati. In realtà ogni esperienza, anche le più impegnative, insegna e aiuta a crescere. La determinazione e la costanza sono fondamentali: gli ostacoli da superare saranno tanti, ma ciò che farà la differenza è la volontà di superarli e di non arrendersi di fronte alle difficoltà. È importante non lasciarsi scoraggiare dalle criticità, perché proprio in quei momenti si costruisce la propria forza. Inoltre, essere curiosi e aperti a nuove esperienze permette di scoprire opportunità e insegnamenti inaspettati che possono rivelarsi fondamentali nel proprio percorso.
A Sara e a tutti voi, auguriamo di poter realizzare i vostri sogni, inseguendoli sempre con ambizione e determinazione.


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