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Una giornata insolita: incontro con il sindaco Marco Carianni. Una passione chiamata politica.

Redazione
7 apr 2025
Tempo di lettura: 4 min

Il 28 marzo nella sede della dirigenza del liceo Leonardo da Vinci, la redazione del giornale di istituto incontra il primo cittadino del comune di Floridia, Marco Carianni.

Gli studenti hanno una lista di domande da rivolgere al sindaco: come nasce l'interesse per la politica; se c'è stato un mentore che lo ha guidato o un politico che ha rappresentato per lui un modello di riferimento; se e in che modo la politica condizioni la scuola; se ritiene che ci siano spazi per consentire ai giovani di coltivare le proprie passioni e se esistono, in tal senso, progetti.

Altre istanze riguardano la sfera personale; i ‘giornalisti in erba’ domandano che adolescente sia stato Marco e se avesse ben chiaro cosa avrebbe fatto da adulto.

Quello che gli studenti hanno di fronte è un giovane, non troppo distante da loro, con un percorso di vita a tratti ‘non sempre regolare’.

Carianni, con disarmante semplicità, racconta ai suoi giovani intervistatori di essersi, da bambino, confrontato con un grande dolore difficile da accettare e da superare. Riconosce, inoltre, di non essere stato uno studente troppo appassionato. Lo dice con un certo rammarico e lancia un monito agli studenti, quello di non mollare, di nutrirsi di passioni, a cominciare dallo studio.

Se potesse tornare indietro quale percorso scolastico sceglierebbe? Non esita, Carianni, a nominare due indirizzi, il classico e lo scientifico non certo perché si debbano ostentare conoscenze che potrebbero apparire elitarie, ma perché si dice convinto che questi due licei siano i più idonei a coltivare l'humanitas e a formare coscienze critiche. Tutte le discipline sono fondamentali ma è bene, secondo il primo cittadino, non dimenticare che la tecnologia e le forme di intelligenza artificiale debbano rimanere strumenti da usare con cognizione.

“Passione -è questa la parola-chiave pronunciata dal sindaco-, amore per la scuola che è al contempo ricerca e scoperta; essa deve essere il luogo della costruzione del pensiero critico, il luogo per l'esercizio della libertà di espressione.

La scuola, oggi più che mai, è chiamata a rispondere a una sfida complessa: contrastare la dispersione, tentare di sottrarre i giovani al fascino perverso del male, dello smarrimento. È la prospettiva del nulla che induce, spesso, all'errore”.

Lo sa bene Marco Carianni che, senza vergogna, ammette di essere stato un adolescente senza passioni, rischiando di perdersi. La famiglia e, in particolare, il ‘nonno Santacroce’, che ha rappresentato un modello di iniziazione alla politica, lo hanno guidato a canalizzare positivamente un guazzabuglio di energie che si sono poi tradotte in azioni concrete.

L'intervista pian piano assume la forma di una conversazione, un confronto, uno scambio di idee su cosa sia la politica, quale impegno essa richieda, come si fa ad accettare le critiche -anche quelle a volte poco costruttive e che somigliano piuttosto ad attacchi personali-.

Senza filtri, Carianni parla con i suoi interlocutori spiegando che ai suoi esordi, a soli 19 anni, non aveva ancora solide conoscenze politiche e, tuttavia, non ha mai pensato di ‘improvvisarsi’ politico. Lo studio, che da ragazzino avvertiva come distante, diventa il punto di partenza che gli consente di mettersi in discussione e di intraprendere un percorso che- ammette con grande umiltà- non crede di aver raggiunto.

“La politica- chiosa Carianni - può essere pericolosissima se si dovesse commettere l'errore di credere che una carica istituzionale duri ab eterno; chi fa politica dovrebbe avere ben presente l'idea di farsi interprete di una volontà collettiva, anche quella di una piccola comunità come Floridia, portavoce dei bisogni di chi fatica a farsi ascoltare”.

Il primo cittadino sottolinea, inoltre, che fondamentali devono essere la chiarezza e l’onestà comunicative; è impensabile vendersi dietro utopiche promesse di un lavoro in cambio di un voto.

 

No, Carianni non ci sta e prende le distanze da una politica inficiata dall'inciucio e che si nutre di clientelismo.

Con disarmante lucidità, dichiara di aver appeso al chiodo narcisismi infantili. Se le prossime elezioni dovessero porre fine alla sua carriera di sindaco, continuerà i suoi studi, di cui riconosce di non poter più fare a meno.

Così, con la stessa sincerità con cui ha discusso con la redazione del giornalino di istituto, ammette di essersi rivolto a uno studioso, il filosofo Davide Miccione, per arricchire le sue conoscenze di base e per ampliare quelle inerenti la storia e la geopolitica. Parla ancora agli studenti, che lo ascoltano con attenzione e curiosità, e ripensa all'anno di esordio come sindaco di Floridia.

“Era il 2020, un anno difficile come quelli a venire, l'anno in cui saremmo stati chiamati a compiere non pochi sacrifici e rinunce. Era l'anno di inizio della pandemia da Covid 19, l'inizio -continua il primo cittadino- di un isolamento che avrebbe avuto conseguenze gravissime soprattutto sui più giovani. La chiusura delle scuole, la didattica a distanza, l'impossibilità di incontrarsi fisicamente ha privato, soprattutto, gli adolescenti delle relazioni umane che sono determinanti per la crescita”. La riflessione di Carianni si orienta, dunque sull'uso non sempre consapevole di smartphone e altri device che sembrano essere diventati, per molti giovani, il sostituto ideale di una relazione umana.

“Restate umani -conclude il Sindaco-, innamoratevi dello studio, nutritevi di passioni”; poi scherza con i suoi interlocutori e si concede una foto di gruppo senza ‘pose istituzionali’...

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