Semestre filtro: è scontro tra studenti e ministra Bernini
L'11 marzo 2025 è stata approvata dalla Camera in via definitiva la legge sul semestre filtro in sostituzione ai test d'ingresso per accedere alla facoltà di medicina. Con questo nuovo sistema, però, non si è fatto altro che posticipare la selezione, lasciando gli studenti in un limbo fatto di incertezze. Gli aspiranti medici hanno affrontato tre prove riguardanti le seguenti materie: fisica, biologia e chimica. Per prepararsi a queste prove, gli studenti hanno dovuto seguire almeno il 51% delle 225 ore di lezione previste (online per la maggior parte). Il primo appello era stato fissato per il 20 novembre, il secondo per il 10 dicembre. Come riporta la Repubblica, 25.450 studenti hanno ottenuto almeno un 18 in una delle tre materie. La fetta maggiore è rappresentata, però, dai 17.175 studenti che hanno superato due prove su tre (ovvero il 70%). Questo ha suscitato la loro disapprovazione: nonostante abbiano ottenuto buoni o anche ottimi risultati su due prove, rischiano comunque di non entrare. È per questo che ad Atreju (la principale manifestazione dei partiti di destra), durante la conferenza tenuta della ministra dell’Università e della Ricerca, alcuni studenti del semestre filtro hanno cercato un confronto del tutto pacifico con la Bernini. Non solo non sono stati ascoltati, ma definiti “sempre i soliti poveri comunisti” dalla ministra che, munita di microfono e con un palco a sua totale disposizione, vantava il pieno consenso degli astanti. Questo episodio ha scatenato il caos: una frase del genere non può essere pronunciata da un’istituzione. I suddetti “inutili” sono gli stessi studenti di cui si dovrebbe tutelare il diritto allo studio. Se non si ascoltano i problemi riscontrati dai propri cittadini, come si può operare secondo i loro interessi?

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