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Oltre gli schemi della Fisica: la teoria del campo unificato

Luigi Fisicaro
9 apr 2025
Tempo di lettura: 2 min

Tutti gli indirizzi del nostro liceo prevedono l’insegnamento della fisica, disciplina che

consente, tra le altre, la conoscenza di differenti forze; queste ultime spesso ci vengono presentate con una formula che le distingue nettamente le une dalle altre. Per questo si può incedere nell’errore di pensare che tutti i fenomeni osservati siano scollegati tra loro e che ognuno dipenda da una distinta legge fisica.

In realtà tutti i fenomeni fisici, essendo parte di un’unica realtà, sono uniti tra loro, tanto che da decenni alcuni fisici sostengono una teoria nota come teoria delle forze unificate o del campo unificato. Questa teoria, ideata da Albert Einstein, si fonda sull'ipotesi che più forze, apparentemente diverse tra loro, siano in realtà una differente modalità di presentarsi.

 La causa che distingue queste forze è attribuita alla differente temperatura che si determina nelle varie interazioni. In particolare, lo studio si concentra sulle quattro forze fondamentali della fisica: gravitazionale, elettromagnetica, interazione debole e interazione forte. Per esempio, nel mio percorso di studi ho avuto già modo di osservare la somiglianza di forma tra le formule della forza gravitazionale e di quella elettrica (generata da corpi puntiformi). Infatti:



Dunque, la fisica, che per natura è un insieme di forze interagenti, rischia di essere insegnata come se le varie forze fossero a se stanti.

Questo tipo di insegnamento potrebbe precludere agli studenti la possibilità di guardare fuori da schemi troppo rigidi, di ostacolarli nella necessità di cercare le relazioni tra i fenomeni, di considerare il mondo come un insieme.


Picasso, affermando di aver impiegato tutta la vita per tornare a dipingere come un bambino, non voleva negare il valore della prospettiva di Leonardo o la plasticità del colore di Raffaello. Egli, piuttosto, desiderava mettere in luce come un bambino, non ancora “intrappolato” negli schemi sociali/scolastici, riuscisse a dipingere, per esempio, una casa alla maniera cubista, rappresentandola attraverso differenti angolazioni, in maniera soggettiva. Tuttavia, una volta appreso il modello tradizionale e le regole prospettiche la casa verrà disegnata secondo canoni prestabiliti.

Quindi, non tutto ciò che impariamo è sempre corretto e incontrovertibile.

Allo stesso tempo mi preme specificare che, anche quando pensiamo di conoscere a pieno qualcosa, dobbiamo sempre tenere a mente la vastità della conoscenza che rende minime e deboli le nostre certezze, destinate a essere superate, domani, da nuove verità. Premesso che apprendere è fondamentale, bisogna farlo con consapevolezza evitando di “ingabbiarsi” in strutture mentali ed essere sempre pronti ad accogliere nuove prospettive.

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