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Dal grande schermo alla classe: la storia e la letteratura nel cinema d'autore

Giorgia Iannizzotto
8 apr
Tempo di lettura: 2 min

Oggi sono per un cinema e per un pubblico che non abbiano paura delle emozioni, e lo spettatore che cerco è quello capace di abbandonarsi al lavoro inconscio svolto dal film, e di parteciparvi" (Bernardo Bertolucci)




Al giorno d’oggi, con le innumerevoli distrazioni e le gioie temporanee procurate da video brevi e -spesso- superficiali, è difficile trovare un pubblico di giovani, e non solo, disposto a rimanere inchiodato a uno schermo per un tempo superiore a pochi minuti, capace di emozionarsi  di fronte alla proiezione di un film e di saper  leggere i significati profondi  che vi si celano.

Ma ciò non vuol dire che tale pubblico non esista!

Alle rare persone che sono ancora capaci di apprezzare il cinema nel suo splendore, sono lieta di annunciare l'inizio del progetto “Dal grande schermo alla classe: storia e letteratura nel cinema d'autore”, i cui referenti sono il prof. Miccione e la prof.ssa Di Carlo.

Per due venerdì al mese, la sala docenti del Liceo da Vinci si anima di voci, quelle degli studenti coinvolti nel progetto e dei proff. referenti. I vetri delle finestre vengono accuratamente coperti da fogli di velina nera, le sedie disposte in due file (i più fortunati possono accomodarsi su un divano a due posti) e sulla Lim compare il titolo del film proiettato.

Precedono la proiezione due interventi dei docenti, il primo di tipo storico, del prof. Miccione, finalizzato sia all’illustrazione doviziosa  del quadro storico sia a stimolare l’attenzione degli astanti nell’individuare eventuali anacronismi; il secondo, della prof.ssa Di Carlo, che si focalizza sull’aspetto letterario e sulla riflessione linguistica della sceneggiatura.

E non si può non fare un breve ritratto degli studenti partecipanti: liceali primini insieme ai piú anziani del triennio. Eh già, perché il cinema riesce a far questo, annullare le distanze dell’età, parlare un linguaggio universale, stimolare curiosità, aiutare a costruire il pensiero critico. 

Il momento clou di questi incontri? La tavola rotonda, ovvero il post-proiezione, in cui studenti e docenti si confrontano sui diversi punti di vista e sul gradimento del film proposto. 

Poi le luci si spengono -i collaboratori ci riportano alla realtà-, il tempo è terminato e, con sorpresa dei proff., percorriamo il corridoio che ci conduce all’uscita continuando a discutere del film e dei prossimi incontri.

L’ultimo - atteso da tutti con emozione- prevede l’incontro con il regista, Carlo Lo Giudice, che ci illustrerà alcune tecniche di regia con particolare attenzione ai corti.

Che dire ancora? Augurarvi di poter essere rapiti, per due ore - senza pause- , dal mondo del cinema, seguire con trepidazione il percorso dei protagonisti, immedesimarsi in loro, ipotizzare scelte differenti…e perché no? Commuoversi di fronte alle fragilità dei personaggi, perché spesso quelle fragilità sono anche le nostre!


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