Amare l'impossibile: il malessere dei giovani
Il termine malessere sulla Treccani viene indicato con la seguente definizione: stato di vaga sofferenza e di leggera indisposizione fisica, che provoca in genere un senso di prostrazione e di inquietudine interna. Il termine malessere, in realtà, nel linguaggio giovanile assume un’accezione differente. Si è assistito alla diffusione di questo termine a partire dal 2023 grazie ai social, in particolare tik tok che conta più di 79 milioni di post con l'hashtag #malessere. Il malessere rappresenta un prototipo di ragazzo ideale per molte giovani le quali -senza alcuna consapevolezza- vengono manipolate. Il “malessere”, infatti, è il tipico ragazzo prepotente, geloso e tossico; rappresenta il “bello e dannato” delle serie, che tanto spopolano tra noi giovani, in cui, spesso, c'è una romanticizzazione di atteggiamenti tossici.
Cosa spinge le giovani adolescenti- e anche meno giovani- a inseguire il malessere?
Alcune ragazze, riconoscendo degli atteggiamenti tossici, si convincono di poter curare il loro malessere, mettendo in atto la “sindrome da crocerossina"-; altre fraintendono questi atteggiamenti come gesti d'amore.
Il nostro “bello e dannato”, egoisticamente, ha bisogno di avere costanti attenzioni. È per questo che, per tenere legata a sé la vittima del suo narcisismo, mette in atto scenate di gelosia instillando nella ragazza sensi di colpa e insicurezze. Bisogna comprendere che la gelosia possessiva non è sinonimo d'amore e l'espressione “sei mia” non può essere simbolo di affetto: si può possedere un oggetto, non una persona.

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